Aspetti positivi
- La protezione dell’ambiente è diventata una questione politica. Molti paesi hanno creato dei Ministeri dell’Ecologia o dell’Ambiente per impegnarsi su questo fronte sempre più preoccupante. Si impone una protezione dell’ambiente, e la legislazione la supporta sempre di più.
- Assistiamo alla presa di coscienza collettiva della crescente necessità di impegnarsi in questo senso: la fama degli organismi non governativi (ONG) attivi nella protezione dell’ambiente come ad esempio Greenpeace o il WWF è aumentata considerevolmente.
- Disponiamo di tecnologie che permettono il risparmio energetico e il rifornimento di energia da fonti rinnovabili. Possiamo dunque utilizzare tali fonti di energia per trattare l’acqua, l’aria e le scorie, limitando così l’inquinamento. Il settore pubblico e le imprese investono nella ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti ecologici che dovrebbero permettere ai consumatori di apportare un contributo allo sviluppo sostenibile.
Aspetti negativi
- Il nostro stile di vita ha un impatto sull’ambiente più forte di quel che potremmo immaginare. Comprende un largo consumo di risorse naturali (acqua, energie fossili), l’inquinamento dell’aria, delle acque e della terra, l’estinzione delle piante e delle specie animali, una desertificazione rapida, l’effetto serra e gli sconvolgimenti climatici.
- Il concetto di consumo ha delle falle: il primo criterio è spesso il prezzo e non le condizioni di produzione (costo in termini di energia, uso di prodotti nocivi per l’ambiente e per l’uomo, condizioni di vita e retribuzioni dei produttori).
Restrizioni
- La situazione economica attuale è principalmente il risultato di uno sviluppo che non ha praticamente avuto vincoli ambientali. La domanda fondamentale che nasce oggi è dunque: come fare un’economia dell’ambiente basandosi su un’economia di consumo? E quali sono i costi?
- Ogni governo gestisce in modo diverso il budget previsto per il proprio ministero dell’ambiente. Ciononostante, la questione del risparmio energetico e dello sviluppo sostenibile richiede una politica internazionale congiunta.
Riflessioni
- Riconsiderare il proprio stile di consumo. Consumare meno ma meglio: prodotti riciclati o riciclabili, prodotti di qualità, prodotti che risparmiano energia. La certificazione dei prodotti può servire da indicazione.
- riconciliare gli interessi dell’ambiente e delle generazioni future con le pratiche commerciali delle imprese.
- una rapida evoluzione degli accordi internazionali sulle procedure volte alla protezione del clima
- promuovere le nuove tecnologie (energia rinnovabile, mezzi di trasporto non inquinanti, trattamento delle scorie e dell’acqua)
- investire nell’educazione della popolazione: come risparmiare energia? Che impatto ha il mio stile di vita e di consumo sull’ambiente e dunque per le generazioni future?
Prospettive
- perspectives données par Grenelle de l’Environnement pour la France
In Francia, l’organizzazione Grenelle Environnement riunisce rappresentanti dello Stato e società civile (ONG, imprese, sindacati, impiegati). Si sono formati sei gruppi di lavoro per elaborare delle proposte di misure per una politica dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile:
1 « lotta agli sconvolgimenti climatici e controllo della richiesta di energia »
2 « tutela della biodiversità e delle risorse naturali »
3 « instaurazione di un ambiente rispettoso della salute »
4 « adozione di modalità di produzione e di consumo sostenibile »
5 « costruzione di una democrazia ecologica »
6 « promozione di modalità di sviluppo ecologico favorevoli all’impiego e alla libera concorrenza »
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