I prodotti cosmetici sono in costante miglioramento, sebbene la loro evoluzione si basi in massima parte sui progressi dell’industria chimica. Ogni anno nuove molecole apportano “benefici” alla nostra pelle. Tuttavia, molti si preoccupano del rovescio della medaglia, e si interessano a dei prodotti più naturali.
Secondo il codice della salute pubblica in Francia, Si intende per prodotto cosmetico ogni sostanza o preparato destinati ad essere messi in contatto con le diverse parti superficiali del corpo umano, specie l’epidermide, i sistemi piliferi e capillari, le unghie, le labbra e gli organi genitali esterni, o con i denti e le mucose buccali, allo scopo, esclusivamente o principalmente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori del corpo.
La categoria prodotto cosmetico ingloba dunque tutti i prodotti per l’igiene, la bellezza e di profumeria, e tutti ne facciamo uso.
In Francia, la composizione dei cosmetici è regolamentata dall’AFSSAPS (Agence Française de Sécurité Sanitaire des Produits de Santé). Però i prodotti non sono soggetti a controllo al momento dell’immissione sul mercato. E’ il fabbricante che deve valutare la sicurezza di un prodotto per la salute umana.
Un prodotto cosmetico è composto da vari tipi d’ingredienti :
degli eccipienti che formano la base del prodotto
dei principi attivi che gli conferiscono efficacia
degli additivi, emulsionanti, coloranti, profumi, conservanti ecc.
Nei cosmetici classici, questi ingredienti possono essere delle molecole di sintesi, dei componenti derivati dalla petrolchimica, dei prodotti naturali denaturalizzati o dei prodotti animali. Oltre all’impatto di questi componenti sull’ambiente, vi sono delle polemiche su alcuni ingredienti la cui cui alta nocività è riconosciuta, ma che sono autorizzati in concentrazioni giudicate inoffensive.
Nei prodotti biologici, la base è composta da olii vegetali, i principi attivi sono olii essenziali, oppure idrolati (acque contenenti i principi attivi volatili, estratti per processo di distillazione da piante aromatiche o erbe medicinali), che servono anche a profumare, e gli additivi sono naturali e/o severamente controllati.
Come si fa a riconoscere un cosmetico biologico? Fino ad oggi esistevano solo gli standard nazionali: Cosmébio, Nature et Progrès, Ecocert in Francia, SOIL in Inghilterra, ICEA in Italia, BDIH in Germania e molti altri enti. Ora però è arrivato lo standard unico europeo. Il nuovo standard europeo armonizzato, Cosmos Standard (il sito sarà attivo a breve), è stato approvato da tutti i principali certificatori e produttori europei il 3 novembre ed entrerà in vigore a marzo 2009, dopo un lungo e non facile lavoro comune.
Tutti certificano che il prodotto cosmetico biologico:
non contiene prodotti derivati dalla petrolchimica,
non contiene prodotti di sintesi (tranne certi additivi insostituibili e inoffensivi, in quantità minima),
non contiene materie prime animali (tranne se provenienti dall’animale vivo, come per esempio miele, cera, lanolina) ,
non contiene organismi geneticamente modificati (OGM) ;
e garantiscono
la presenza di una maggioranza d’ingredienti naturali (di origine vegetale, animale o minerale, che hanno subito solo trasformazioni leggere), tra cui componenti vegetali da agricoltura biologica,
lo stretto ricorso a una lista di componenti autorizzati,
il rispetto dell’ambiente (fabbricazione, confezione),
il rifiuto dei test sugli animali.
La marca Cosmebio garantisce una percentuale minima (95%) di ingredienti naturali, o di origine naturale. Inoltre, due versioni della marca indicano la percentuale minima di ingredienti biologici:
I cosmetici biologici sono un po’ più lenti a invadere gli scaffali dei supermercati rispetto ai prodotti alimentari. L’acquisto avviene principalmente su internet o nei negozi specializzati.
- Comprare cosmetici biologici è un’azione sana ed ecologica al tempo stesso.
- In un prodotto biologico, persino gli eccipienti (olii vegetali ad esempio) contribuiscono all’efficacia del prodotto, mentre nei prodotti classici, abbiamo a che fare con componenti inerti. Si può dunque supporre che un prodotto biologico sarà più efficace.
- I prodotti chimici permettono di variare la consistenza, il colore, il profumo e l’azione praticamente all’infinito. In confronto, i prodotti biologici o naturali offrono una gamma molto più ristretta.
- I prodotti naturali non sono automaticamente inoffensivi. Qualunque principio attivo, che si tratti di prodotto di sintesi o d’olio essenziale, deve essere utilizzato con precauzione.
- Dal momento che gli olii e altri prodotti vegetali sostituiscono gli olii minerali e ingredienti inerti, può essere difficile trovare dei prodotti biologici ipoallergenici. Gli olii di diverse noci o mandorle, latte, cereali, tanti ingredienti possono causare problemi.
Il naturale è uno dei grandi punti di marketing di numerose marche. Bisogna ricordare che anche se i prodotti sono fatti con componenti naturali e non sono testati sugli animali, ciò non costituisce una garanzia di totale assenza di prodotti chimici nella composizione.
Per riconoscere i veri cosmetici biologici, bisogna conoscere bene le marche, o meglio ancora, conoscere l’INCI (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici) e leggere la lista completa degli ingredienti che è obbligatoriamente impressa sulla confezione di ogni cosmetico in Europa.
La fabbricazione di cosmetici biologici è in generale più onerosa di quella dei prodotti comuni, e la distribuzione sulle grandi superfici è ancora limitata. Tuttavia, nel caso dei cosmetici, i prezzi possono variare enormemente a seconda della marca, e il prodotto biologico non è necessariamente tra i più cari.
Nascono sempre più frequentemente piccole imprese non sempre di marca che offrono cosmetici artigianali a base di prodotti naturali.
Pianificare i propri cosmetici come si fa con il cibo è un’attività sempre più diffusa, che permette di farsi belli in maniera naturale. Ma attenzione, non tutti i prodotti naturali sono inoffensivi, in particolare gli olii essenziali, ed è bene informarsi prima dell’acquisto.
Associazioni come Greenpeace si battono ancora per ridurre la lista di prodotti chimici correntemente utilizzati. Nel 2005 Greenpeace pubblica "Cosmetox", una lista di prodotti di bellezza classificati in rosso, arancione o verde secondo il grado di nocività della loro composizione. Da allora, diverse marche hanno deciso di ritirare i componenti presi di mira.
Anche se i cosmetici non biologici possono contenere ingredienti potenzialmente nocivi, il rischio di contaminazione diretta è minimo, e non spinge a privarsi del conforto dell’uso di tali prodotti, , così come un fumatore ignorerà il rischio di cancro ai polmoni. Il rischio maggiore, quello dell’inquinamento ambientale dovuto all’industria chimica implicata, è spesso ignorato e dovrebbe essere evidenziato per sensibilizzare i nostri acquisti.
Consumare bio-ecologico non significa solo acquistare prodotti biologici, ma anche consumare meno. Abbiamo davvero bisogno di tutti questi prodotti per sentirci bene con noi stessi? E se invece bastasse lasciar respirare un po’ la pelle? Al naturale.
Guide cosmétox (Campagne vigitox de Greenpeace)
Charte Nature et Progrès Cosmétiques